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Sale, Alessandria, Italy
Ex giornalista pubblicista; Organizzatore di festival letterari; Presentatore; Speaker radiofonico;

12 novembre 2020

FRANCESCO GHELARDINI CODICE A SBARRE

 Il carcere non è soltanto un luogo di reclusione e di espiazione, ma è anche un universo chiuso, autosufficiente, dotato di regole non scritte conosciute e rispettate da tutti, soprattutto dai più “cattivi”, qui raccontati da uno di loro.



11 novembre 2020

PACO RAMIREZ AMORE E MORTE

 A Malaga, città andalusa che sembra un gioiello, Mariem è un'adolescente, Raúl ha qualche anno di più di lei. Entrambi sono speciali, per via del rapporto morboso che intrattengono con la morte. Mariem ne è ossessionata perché la deifica e la accosta alla madre defunta, che è stata la persona più importante della sua infanzia. Raúl sta diventando un tanatoprattore e lavora nell'agenzia di pompe funebri della famiglia: anche lui ha un rapporto strettissimo con la morte e cerca di razionalizzarla, sezionarla, comprenderla. I due non hanno una vita sociale significativa: Raúl accompagna l'amico, dj sballato, nelle sue notti malagueñe, mentre Mariem si lascia trascinare dall'esistenza avvolta dalla propria solitudine, incompresa perfino dalle sorelle. Due personalità così, borderline e geniali sono destinate l'una all'altra e il luogo in cui sboccerà la loro passione sarà il cimitero. Mentre lapidi e ossari, infatti fanno da scenario al loro idillio.



CRISTÒ LA CARNE

 I film porno si guardano dall’inizio alla fine. Questa è una delle poche certezze rimasta a quell’uomo ormai anziano. In quel cinema i più ci vanno per scopare o per prostituirsi, ma lui sta lì per godersi bene le inquadrature del film e fumarsi una sigaretta in pace. I cinema porno sono gli unici dove puoi goderti il film fumando una sigaretta. Anche questa è una certezza. Di certo, un tempo, c’era anche che la gente moriva. Adesso no. Adesso capita che la gente semplicemente si alzi e si metta a cercare carne, preda di una fame costante. Proprio dietro al cinema c’è il deposito comunale: gli infetti, se di infetti si tratta, si trascinano lì per un pezzo di carne. Quando il vecchio aveva dodici anni anche suo padre si è alzato e se è andato in cerca di carne, e forse è ancora lì in fila con gli altri. Ad accudire l’uomo sono rimasti solo il nipote, sempre più astioso verso gli “zombie” e l’infermiera Monica, terrorizzata che l’epidemia possa toccare i figli. I ricordi del vecchio si intrecciano con la sua ossessione nell’immaginare la vita di Tancredi, medico alle prese con dei pazienti sonnambuli; e nel collezionare foto e reperti di suoi presunti sosia, in un bizzarro tentativo di agganciare il tempo che pare essersi fermato a settant’anni prima. Allo stesso tempo Giulio è alle prese con problemi che gli sembrano molto più concreti: intrecciare una relazione con Monica e organizzare ronde e pestaggi contro gli infetti…



BARBARA MAPELLI NUOVE INTIMITÀ

 Nel tempo in cui viviamo, le diverse soggettività sessuali o di genere, i vissuti della propria e altrui "diversità", anche da parte di chi si colloca nella cosiddetta "normalità", modificano i contesti e creano nuovi modelli affettivi e comunitari, alternativi a quelli proposti dalla prepotenza della consuetudine. Nel volume si discutono nuove possibilità di esistenza o resistenza attraverso l’invenzione di trasformazioni che riguardano i luoghi del privato o dell’intimità, ma che possono ispirare passaggi anche nella sfera pubblica. Riflessioni di ordine generale e teorico si alternano con narrazioni e testimonianze, lunghe interviste e stralci letterari. Con la convinzione che le storie narrate da singoli e singole possiedono la capacità di suscitare memoria e desideri, di reinventarli anche per altri e altre. Racconti di vita che generano altri racconti, in cui qualcosa del passato sembra ancora esistere e qualcosa sta iniziando o è già iniziato, ma si stenta a riconoscerlo e si teme di nominarlo. E di fronte al quale siamo tutte e tutti chiamati ad avere un’attitudine attiva, più interessati e interessate a capire che a giudicare.



09 novembre 2020

RACHEL MORAN STUPRO A PAGAMENTO

 Cresciuta in una famiglia problematica, Rachel vive un'infanzia di povertà ed emarginazione: lei e i fratelli vivono di elemosine e gli abitanti del quartiere li additano come "gli zingari". Dopo il suicidio del padre, a 14 anni viene affidata ad una casa di accoglienza. La fuga per la libertà si rivela presto una trappola: diventa senzatetto, vive di espedienti, incontra il ragazzo che la spingerà a prostituirsi per sfruttarla. Un'esperienza di violenza, solitudine, sfruttamento e abusi: la sua storia svela il costo emotivo della vendita del proprio corpo, notte dopo notte, per sopravvivere alla perdita dell'innocenza, dell'autostima e del contatto con la realtà. Questo libro è il racconto emozionante e doloroso con cui Rachel ripercorre la propria esperienza, sfatando con precisione analitica i miti sulla prostituzione, mettendo in luce l'intreccio tra discriminazione sessuale e socio-economica di cui si nutre lo sfruttamento disumano dell'industria del sesso.



08 novembre 2020

SIMONE REGAZZONI JACQUES DERRIDA

Una meditazione sull'eredità, la letteratura e la decostruzione, per disegnare una nuova costellazione del pensiero del grande filosofo francese.


Nell'ultima intervista rilasciata prima di morire, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti, opposte, in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Da un lato pensava che subito dopo la sua morte non sarebbe rimasto più nulla, a eccezione dei libri depositati nelle biblioteche. Dall'altro, sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questa lettura restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento: un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto, e di cui è in corso di pubblicazione l'opera omnia a partire dai seminari inediti. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storicofilosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Occorre cominciare a leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore della sua filosofia e condurla verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco" per provare a portarlo. La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è una ricostruzione storicofilosofica del pensiero di Derrida. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata


07 novembre 2020

TONY CAPUOZZO PICCOLE PATRIE

 «Le piccole patrie sono molte, in una vita girovaga. Sono un giornalista per caso, e mi ha sorpreso trovare tra le carte che stavo rovistando per mettere assieme questo libro un biglietto di mio padre. Accompagnava il dono di una stilografica Pelikan e conteneva un augurio: "Al futuro giornalista, il papà, con tanti affettuosi auguri, offre il ferro del mestiere". La mia risposta, con una grafia e una firma ancora infantile (Tonino) era vaga: "Con tante grazie al mio adorato papà inizio a usare il dono con la speranza che mi porti fortuna". Era il regalo per il mio quattordicesimo compleanno, nel 1962... Avrei impiegato molti anni - e molti lavori - per accorgermi che il giornalismo poteva pagare le due mie passioni: viaggiare e scrivere. Un battesimo del fuoco - alla lettera, perché era il tempo della fallita insurrezione sandinista in Nicaragua - mi ha segnato per sempre. E ovunque andassi, dal quotidiano dei miei esordi Lotta Continua a Panorama Mese, da Epoca ai telegiornali Mediaset, sono stato un reporter di guerra, anche se non ho mai amato la definizione, perché mi sembra iettatoria e povera, insieme. In "Piccole Patrie" ho raccontato tutto quello che mi ha incuriosito: viaggi e persone, guerre e catastrofi naturali, piccole storie e cronache nere, amori e avventure... Sono friulano e mi sono sentito a casa in tante parti del mondo, da Roma a Sarajevo, dall'America Latina al Golfo: piccole patrie



ALDO BORASCHI L'ARTE DELLA SOLITUDINE

 Sante Bruni è un giornalista,vive a Bologna con la moglie Elide, combattuto tra le insoddisfazioni professionali e il dolore per la paternità che non arriverà mai. Eppure la sua vita non è solo questo. Fuori dalla sua casa, in fuga da se stesso e da ataviche domande senza risposta, incontra Duilio, Serena, il mondo degli ultimi, avanzi di mondo. Passato e futuro si incontrano, inesorabilmente, davanti al deserto della verità presente.



ALESSIO PIRAS GENTE SBAGLIATA

 Sullo sfondo di una Milano umida e nebbiosa, due netturbini trovano il corpo senza vita di un uomo. Si tratta di Francesco Ricciardi, manager caduto in disgrazia, alcolista redento, portato sulla retta via dal compagno della ex moglie, intrappolato in un destino paradossale che ha il sapore amaro delle occasioni mancate. Il vice questore Jacopo Ravecca, il poliziotto incaricato dell’indagine, si spinge nei bassifondi di Milano, tra magnaccia e case d’appuntamento, per scoprire un intricato puzzle di una famiglia al di sopra di ogni sospetto. Le tessere che permetteranno di arrivare al colpevole sono uomini “normali”, quelli che sotto la giacca e la cravatta nascondono un cuore marcio.





DONATELLA DI CESARE IL TEMPO DELLA RIVOLTA

 Emarginata dalla riflessione, presentata come un evento caotico e fosco dal racconto mediatico, la rivolta è un tema incandescente nello scenario globale. In questo libro Donatella Di Cesare ne tocca per la prima volta i diversi aspetti, politici e filosofici, offrendo un quadro suggestivo e puntuale dell’attualità.

Come la migrazione, anche la rivolta lascia intravedere ciò che accade «fuori», al di là dell’ordine statocentrico, ai bordi dell’architettura politica, intorno ai confini sorvegliati dello spazio pubblico. In un elogio della rivolta, e del suo voltafaccia al potere, Di Cesare si interroga anche sui fenomeni contigui, sulla rivoluzione perduta – nei molti sensi di questa espressione – e sulla resistenza.

Se i movimenti che occupano le piazze, sottolineando il declino della rappresentanza, chiedono il diritto di apparizione e l’ingresso nello spazio pubblico, la rivolta va oltre: anziché accettare il conflitto interno, mette in discussione le cornici stesse di quello spazio.

I protagonisti sono molti: dai nuovi disobbedienti a coloro che praticano l’anonimato nel web, dai segnalatori d’illeciti a quanti si dichiarano «invisibili».

Il tempo della rivolta fornisce un’interpretazione politica della maschera e parla di «zone d’irresponsabilità»; nascondersi per mostrarsi è una sfida allo Stato che condanna ogni maschera che non sia la propria, al potere finanziario senza volto, all’economia disincarnata, noncurante dei propri effetti; si svela così l’enorme dissimmetria, si mette allo scoperto la disparità di forze, si denuncia la sorveglianza planetaria.

La rivolta non è un evento effimero, bensì un passaggio anarchico che si compie nel disimpegno dall’architettura politica. 



PAOLO ROVERSI ALLA VECCHIA MANIERA

 Sono gli ultimi giorni dell’Expo, e Milano galleggia in un inedito silenzio quando in pieno centro viene ritrovato il cadavere di un avvoca...