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Ex giornalista pubblicista; Organizzatore di festival letterari; Presentatore; Speaker radiofonico;

02 agosto 2020

ANTONIO GRAMSCI ODIO GLI INDIFFERENTI


Quando discuti con un avversario prova a metterti nei suoi panni, lo comprenderai meglio... Ho seguito questo consiglio ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire. Antonio Gramsci
 

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.

Così inizia l’articolo scritto da Antonio Gramsci nel periodo 1917-1918 e sottoposto a censura da parte del governo Salandra che aveva previsto per decreto (nel 1915, cioè alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia) che ogni pubblicazione venisse controllata e vidimata.

Un pensiero che si può definire moderno, perché surclassa il suo tempo e giunge a noi più vivo che mai. Egli, infatti, nonostante sia vissuto in un’epoca diversa dalla nostra, è riuscito a elaborare delle riflessioni di alto spessore che valgono ancora oggi.
Si rivolge a tutti, esortando a essere cittadini veri, a essere responsabili della propria vita, evitando il pressapochismo, il qualunquismo, l’ignavia. La libertà dell’individuo è fondamentale in tal senso e Gramsci incoraggia con forza al cambiamento, innanzitutto come persone.
Un capitalismo fuori controllo – spiega – diventa “un vagabondo senza fissa dimora”, rendendoci schiavi, mentre una burocrazia eccessiva ci de-responsabilizza dinanzi alle manchevolezze dello Stato, piegandoci a queste; come se una vita pubblica inetta e fannullona fosse la norma anziché l’eccezione. Le sue parole sono piuttosto eloquenti e di un’attualità sconcertante:

I burocratici hanno la stessa mentalità del contadino che sogna come uno dei più bei giorni della sua vita quello in cui ha introdotto in città una gallina o un pezzo di salame senza pagar dazio; la stessa mentalità antisociale di chi cerca di esimersi con ogni mezzo di pagare il biglietto del tram, o, meglio ancora, il biglietto di un lungo viaggio ferroviario.

Le riflessioni sulla guerra, inoltre, non lasciano spazio all’indulgenza.
Non basta – afferma – avere una posizione contraria ai conflitti, ma è essenziale agire concretamente, facendo opera di controllo su chi detiene il potere, ovvero quella borghesia che ad essa strizza l’occhio:

Bisogna cercare di far evitare le guerre in ispecie, sventando tutti i trucchi, sventando le trame dei seminatori di panico, degli stipendiati dell’industria bellica, degli stipendiati delle industrie che domandano le protezioni doganali per la guerra economica. Poiché è pur necessario che la guerra scoppi in un certo momento, bisogna impedire che questo momento arrivi mai.

Quanto al vero nemico da combattere è, e rimane sempre, quello che lui definisce “il peso morto della storia”: l’indifferenza. Non si può e non si deve stare in silenzio di fronte alle ingiustizie, non si può esserlo di fronte alla corruzione o al malaffare, a una cattiva gestione o peggio alla cattiva politica. Se anziché subire o assistere passivamente alla storia, quella storia la si cambia, se offriamo una risposta alla domanda che lui stesso pone: “se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?” realizziamo il valore del monito che ha lasciato in eredità. Nato nel 1891 ad Ales, nell’oristanese, si impegnò a fondo sin da bambino nello studio trasferendosi poi a Torino, che divenne la ‘sua città di elezione’. Patì privazioni e sofferenze anche fisiche dovute a una salute cagionevole arrivando con la sola propria forza di volontà a fondare, insieme ad Amedeo Bordiga, il Partito Comunista Italiano nonché il quotidiano di area (l’Unità). Autore poliedrico e attento, ha sempre difeso con coraggio i suoi ideali fino alla fine e la sua penna da militante lo rese un personaggio stimato ma anche inviso a molti. Attualmente è considerato uno dei filosofi italiani più letti, studiati e tradotti al mondo.




FRANCESCO GHELARDINI L'ARTE DELLA RAPINA

Poche volte la realtà irrompe in modo così preciso e imperturbabile nelle pagine di un libro, e non una realtà qualsiasi, ma quella inquietante e maledetta del crimine. Poche volte se non nelle fantasie dei giallisti, piegata però alle vicende di personaggi arruolati nell'inflessibile copione del genere. Ma qui il lettore non troverà effetti speciali per tenerlo inchiodato alla sedia, né il grigio stile burocratico di un mattinale di polizia o il dispositivo impersonale e funereo di una sentenza. Qui un bandito vero si ritrae in azione, con ironia e serietà, con una sua morale che non cerca giustificazioni né accetta compromessi, consapevole del prezzo da pagare per essere un ribelle.


MATTIA INSOLIA GLI AFFAMATI

Antonio e Paolo sono fratelli,diciannove e ventidue anni. Vivono solida quando il padre è morto e la madre è andata via di casa. Insieme hanno costruito una quotidianità che, seppur precaria, parrebbe funzionare. Vivono alla giornata, tirano avanti in un presente che non concede di elaborare progetti futuri. E abitano in un paese minuscolo, una periferia immaginaria nel centro Sud che sembra quasi un confino, degradato e gretto.È un’estate torrida. Antonio cerca un lavoro, Paolo di tenersi stretto il proprio. L’esistenza dei due procede senza grandi avvenimenti, tra notti allucinate, feste con gli amici, giornate al mare e serate di sesso, alcol e droga.Finché poi, un giorno di quiete apparente, qualcosa si spezza, e vecchi scheletri saltano fuori dall’armadio,mostri del passato seppelliti in malo modo. La madre, fuggita anni prima dal marito violento, torna da loro, un amore quasi dimenticato bussa alla porta di uno dei due fratelli e crimini di cui non è mai stata scontata la penasi affacciano all’orizzonte dell’altro.E tutto dev’essere rimesso in discussione.


01 agosto 2020

JEAN CLAUDE MILNER L'OPERA CHIARA Lacan, la scienza e la filosofia

Secondo Milner, al di là della sua fama di pensatore “oscuro” e sulla base di un vero e proprio dottrinale della scienza, in Lacan possono essere individuati due corpi di princìpi ‒ sotto le rispettive insegne del significante e del mathema ‒ coerenti tra loro e al tempo stesso contrassegnati da elementi di instabilità. Un’opera chiara, dunque, ma che è tutto fuorché monotona e che porterà a una fase finale in cui lo psicoanalista parigino, con la teoria dei nodi, modificherà radicalmente l’impianto del proprio discorso.
Quella che emerge dalla densa e incalzante trattazione di Milner è la figura di un Lacan del sapere, in totale opposizione alle letture spiritualizzanti del suo insegnamento, un classico del materialismo occidentale, al pari di Lucrezio e Marx.


PAPA FRANCESCO LAUDATO SÌ Enciclica sulla cura della casa comune

È la seconda enciclica di papa Francesco, ma è la più attesa, anche perché questa volta scritta interamente di proprio pugno e non mutuata dal pontefice predecessore. I mass media l'hanno chiamata l'enciclica "green", in realtà mette al centro anche i temi dell'economia, denunciando lo scandalo del miliardo e mezzo di persone che vivono sotto la soglia di povertà, quella che Jorge Mario Bergoglio chiama da tempo: miseria globalizzata. Papa Francesco riconosce, infatti, un legame inscindibile tra custodia del creato e promozione della giustizia: sono i poveri a subire le più drammatiche conseguenze dello sfruttamento insensato delle risorse del pianeta, della desertificazione, della scarsità e dell'avvelenamento delle acque, della espropriazione di terre coltivabili, dell'inquinamento atmosferico e dell'iniqua distribuzione di materie prime. Per una migliore individuazione dei temi, il testo dell'enciclica è affiancato da titoli sintetici a margine di ogni paragrafo ed è introdotto da una guida alla lettura a firma di una delle protagoniste della vita ecclesiale italiana, la teologa Cristina Simonelli, che da anni ha posto al centro della sua ricerca intellettuale ed esistenziale i temi dell'equità sociale, dei diritti, dell'ecofemminismo e dell'educazione alla pace.

JAVIER CERCAS ANATOMIA DI UN ISTANTE

Un romanziere come Javier Cercas vuole raccontare in forma di romanzo il tentativo di colpo di stato del 23 febbraio 1981 in Spagna. Scopre, però, che "per una volta la storia è stata coerente, simmetrica e geometrica, e non disordinata, casuale e imprevedibile", che quella realtà possiede in sé "tutta la forza drammatica e il potenziale simbolico che esigiamo dalla letteratura". E allora decide coraggiosamente di rinunciare, o forse di fingere di rinunciare, alla fiction per fare l'"anatomia di un istante" ed esporre i fatti: quelli che videro il colonnello Tejero entrare armi in pugno nel parlamento di Madrid. Ma i "nudi fatti" non sono per nulla semplici: sono anche la loro interpretazione e il loro racconto. Ciò che Cercas vede in quell'istante cruciale, mentre le pallottole dei golpisti fischiano nelle Cortes e i parlamentari cercano riparo sotto i banchi dell'emiciclo, sono tre uomini - il primo ministro Adolfo Suàrez, il tenente generale Gutiérrez Mellado e il segretario del partito comunista Santiago Carillo - simbolo di valori diversi e perfino opposti, che rimangono seduti ai loro posti a sfidare il golpe. Nel suo racconto, quel loro gesto dà senso alle rispettive traiettorie esistenziali, illuminando al contempo un'epoca, un Paese e il suo futuro.

31 luglio 2020

STEFANO MONETTI JACQUES LACAN E LA FILOSOFIA

L'opera di Lacan chiama in causa la filosofia confrontandola con la psicoanalisi, ma quali sono gli elementi filosofici utilizzati dallo psicoanalista francese? In che modo essi concorrono a formare l'orizzonte concettuale della psicoanalisi, e in particolar modo della psicoanalisi lacaniana? Seguendo le indicazioni dello stesso Lacan, è possibile individuare alcune istanze filosofiche che innervano, in modo esplicito o implicito, la sua teoria psicoanalitica e filosofica. Si tratta degli studi di Koyré sulla scienza moderna, delle lezioni di Kojève sulla Fenomenologia dello spirito di hegel, delle filosofie di kant e di Heidegger. inoltre il pensiero di lacan ha avuto conseguenze rilevanti nella filosofia contemporanea, come attestano el interpretazioni fornite da Deleuze e Zizek, che qui sono analizzate e discusse. Emerge dai testi lacaniani una filosofia della psicoanalisi che costituisce unmodello di filosofia delle scienze umane. Il nucleo critico di questa filosofia della psicoanalisi è il rapporto tra affetto e lingiaggio. In questo libro, fondamentale per comprendere la stretta relazione tra filosofia e psicoanalisi nella forma del rapporto tra affetto e linguaggio, si analizzano le principali questioni del pensiero lacaniano.
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STEFANIA PODDA NOME DI BATTAGLIA MARA

Margherita Cagol era nata e cresciuta a Trento: una ragazza tranquilla, una famiglia normale, in anni che normali non furono. Poi l'università, il pugno chiuso alzato di fronte alla commissione di tesi, l'amore per Renato Curcio, il battesimo delle Brigate Rosse, le azioni di guerra, il tragico epilogo riversa sul prato di una cascina in una giornata di sole. Un epilogo ancora oscuro: fu uno scontro a fuoco, come vuole la versione ufficiale, o un'esecuzione a freddo? Un racconto che segue le tracce flebili che la corsa della Cagol verso la morte ha lasciato dietro di sé. Un racconto su Margherita, la ragazza con la chitarra, e su Mara, la donna con la pistola. La prima a scegliere la lotta armata, la prima a morire: l'incipit di una storia non ancora conclusa.

29 luglio 2020

MATTEO MARIA ZUPPI ODIERAI IL PROSSIMO TUO

«Ama il prossimo tuo come te stesso»: è il comandamento evangelico forse più difficile da rispettare, oggi, in un Paese incattivito, dove i rapporti e la comunicazione sono dominati dall’aggressività, le porte delle case sono chiuse agli estranei, le donne e gli immigrati sono vittime frequenti di violenze verbali e fisiche. Dove l’inimicizia e le fratture si propagano anche all’interno della comunità dei credenti. Come uomo di Chiesa, Matteo Zuppi ritiene urgente affrontare la questione dell’odio, un sentimento che ci disumanizza e ci condanna alla solitudine. Tanto più se lo percepiamo come forza capace di proteggerci dalle minacce e ripagarci delle ingiustizie subite. Tessendo una riflessione in dialogo con scrittori, filosofi e teologi, attingendo a vicende storiche ed esperienze personali, il cardinale di Bologna si interroga sulle paure che alimentano l’ostilità e l’intolleranza. E indaga le conseguenze dell’individualismo sfrenato che induce le persone a idolatrare il benessere personale e le rende impermeabili alla sofferenza altrui, ma anche più fragili e incapaci di pensarsi in relazione agli altri. L’odio ha una capacità distruttiva spaventosa: non lo si può giustificare né tollerare. Bisogna rigettarlo. L’antidoto a questo veleno è l’amore. Non solo per i cristiani. Anche per i non credenti e i fedeli di altre religioni, l’unica risposta possibile è la fraternità. L’invito di Matteo Zuppi è una sfida: a ritrovare l’autentica solidarietà, intesa come forte partecipazione alla vita degli altri; a guardare al pluralismo religioso come un’opportunità per ritrovare le ragioni della propria fede; a promuovere l’accoglienza che difende e crea la vita; ad aprirsi all’amore, forza creativa capace di cose grandi, che costituisce la dimensione più autentica di ogni essere umano.

SEBASTIANO ARDITA COSA NOSTRA Spa

Dopo le stragi del 1992 Cosa nostra ha cambiato pelle. È scesa a patti con la politica lasciandosi alle spalle la stagione del sangue e delle morti eccellenti. E così ha riorganizzato le proprie fila. Niente più omicidi ma ricerca di nuove relazioni. Nasce così Cosa nostra SpA, una grande impresa che incrocia il suo enorme fatturato con gli interessi dei colletti bianchi che governano multinazionali, enti e istituzioni pubbliche. Un sodalizio che si fonda in modo sistemico su corruzione e collusione e contro il quale sono sempre meno efficaci gli strumenti di contrasto legislativi.

PAOLO ROVERSI ALLA VECCHIA MANIERA

 Sono gli ultimi giorni dell’Expo, e Milano galleggia in un inedito silenzio quando in pieno centro viene ritrovato il cadavere di un avvoca...