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Sale, Alessandria, Italy
Ex giornalista pubblicista; Organizzatore di festival letterari; Presentatore; Speaker radiofonico;

29 luglio 2020

JAVIER CERCAS TERRA ALTA

Un crimine spaventoso sconvolge una quieta cittadina nel Sud della Catalogna: i proprietari dell’azienda più impor­tante della zona, le Gráficas Adell, vengo­no trovati morti, con segni evidenti di feroci torture. Il caso è asse­gnato a Melchor Marín, giovane poliziotto e appassionato lettore, alle spalle un passato oscuro e un atto di eroismo quasi involontario, che lo ha fatto diventare la leggenda del corpo e lo ha costretto a lasciare Barcellona. Stabilitosi in questa piccola regione dal nome evocativo di Terra Alta, crede di aver seppellito l’odio e la voglia di riscatto sotto una vita felice, grazie all’amore di Olga, la bibliotecaria del paese, dalla quale ha avuto una figlia, Cosette. Lo stesso nome della figlia di Jean Valjean, il protagonista dei Miserabili, il suo romanzo prefe­rito. L’indagine si dipana a ritmo serrato, coinvolgendo temi come il conflitto tra giusti­zia formale e giustizia sostanziale, tra rispetto della legge e legittimità della vendetta. Ma soprattutto Javier Cercas, l’autore di libri memo­rabili come Soldati di Salamina, Anatomia di un istante, L’impostore, racconta l’epopea di un uomo solo che cerca il suo posto nel mondo, e per questo dovrà lottare e mettere a rischio tutto: i valori, gli affetti, la famiglia, la vita.

20 luglio 2020

MIA CANESTRINI LA RAGAZZA DEI LUPI

«Cercavo lupi, ho trovato me.»

«Il mio lupo mi ha tagliato la strada un pomeriggio d'estate a pochi chilometri da casa. È balzato nella provinciale all'improvviso, ma calmo, e l'ha attraversata con un passo lento e sicuro, quasi a non sfiorare l'asfalto. Si è voltato a guardarmi, ci siamo fissati un istante, il tempo di lasciarmi un messaggio, e come un angelo è sparito, infilandosi nella vegetazione fitta oltre la cunetta. Mentre tutto sembrava insuperabile, il lavoro finire, il fallimento chiudere il cuore in una morsa, le amicizie allontanarsi, mentre la vita sembrava collassare su se stessa, un lupo è apparso come un lampo di luce alle porte del mio inferno personale. La sua apparizione senza senso, in un luogo strano, a un orario altrettanto strano, mi ha donato una grande fiducia nel futuro, nonostante nulla in quel momento sembrasse avere soluzione. Ma io gli ho creduto, ho stretto i denti. A volte gli angeli custodi assumono strane sembianze»

Si è messa sulle tracce dei lupi da studentessa di Scienze Naturali, quando come tesi doveva cercare segni di presenza del lupo per studiarne la genetica. Non li ha più lasciati. Oggi Mia è una "lupologa", ed è una delle più preparate. Tra le sue attività, è impegnata anche a insegnare alle persone a convivere con l'animale di cui gli uomini hanno una paura ancestrale e un'attrazione infinita. L'esperienza personale di Mia si intreccia con la storia più grande del lupo in Italia, ed è il racconto di un amore sconfinato, di cuccioli salvati e rimasti nel cuore, come Achille, e di altri perduti, un amore a volte corrisposto, a volte no. Ed è anche la storia di come i lupi le hanno insegnato a seguire la strada della libertà.

19 luglio 2020

ANNA MARGARINO LO SCRIGNO DI IRENE

Irene, dalla finestra del suo appartamento, osserva le vite che scorrono nel palazzo di fronte: si interroga, muove pensieri verso esistenze sconosciute, in attesa di comprendere la propria.
È sposata con Riccardo e insieme a lui decide di prendersi cura di Shadon, un indiano che lava i vetri delle auto al semaforo e che si è rotto la tibia. Lavora come segretaria per Silenti, dietologo e psicologo. Nel contratto è prevista una singolare clausola: un’ora di seduta settimanale con il dottore. In quei momenti Irene ferma l’anima, confessa inquietudini e vuoti non ancora colmati. Fino al giorno in cui percepisce di avere una finestra in pancia: non è più tempo per cercare luoghi, ma finalmente per essere luogo.

CASSAR SCALIA DE CATALDO DE GIOVANNI TRE PASSI PER UN DELITTO

Una giovane bellissima, che lavora nel mondo dell'arte, viene uccisa nel proprio appartamento a Roma. Tre personaggi coinvolti per ragioni diverse nell'omicidio forniscono la loro interpretazione dei fatti. Chi nasconde la verità. Chi la manipola. Chi sembra non curarsene.

Il commissario Davide Brandi è un poliziotto molto abile, e molto ambizioso. È lui che conduce le indagini. A dargli la parola è Giancarlo De Cataldo. Marco Valerio Guerra è l'amante della vittima. Un uomo d'affari ricchissimo, potente, odiato. A dargli la parola è Maurizio De Giovanni. Anna Carla Santucci è la moglie di Guerra. Scoprire il tradimento del marito non l'ha stupita affatto. A darle la parola è Cristina Cassar Scalia. Le loro versioni non concordano. Ma tutte rappresentano un piccolo passo per arrivare alla soluzione del caso.

SAVERIO FATTORI FINTA PELLE

In queste pagine vivono un uomo e due donne. L’uomo è sopravvissuto agli anni Ottanta. È stato un eroinomane e adesso ha una nuova dipendenza: un sito di appuntamenti erotici. Tutte le sue dipendenze sono ironiche e, in fondo, grottesche. Le due donne lavorano entrambe in un’azienda che non è né grande né piccola, né buona né cattiva. Carla è operaia, Tiziana lavora in ufficio, e si sono sempre ignorate. L’uomo invece non ha nome, ma solo un nickname, e un messaggio: «Cerco una donna che come me è arrivata a fine corsa e vuole farsi un ultimo giro di giostra.» Al messaggio disperato, e avventuroso, risponde Tiziana, disposta ad accettare l’invito. Così si incontrano e parlano poco, fanno sesso, perché il corpo è l’ultima – e ormai l’unica – cosa che hanno da scambiare. Lui vive in una bolla autarchica che gli mangia l’esistenza; i ricordi si rincorrono, sono molti gli aneddoti che racconta, ma alcuni fatti li distorce, poi la memoria rimette le cose al giusto posto e il dolore si rinnova su un episodio che era stato rimosso: un fatto che non lo salva, ma almeno lo addolora. Tiziana non è sola, ha una famiglia, ma del marito si è accorta di non sapere proprio tutto (e in fondo sarebbe stato meglio non saperlo, fermarsi al Softair in tuta mimetica con gli amici durante il fine settimana). Carla è rimasta vedova, ma è curiosa e frequenta da molto tempo il sito di annunci erotici, così, quando capisce che Tiziana è entrata in questo nuovo mondo, desidera conoscerla meglio. Forse un po’ di condivisione, alla fine, salva tutti.

17 luglio 2020

ANGELO MARENZANA OMICIDIO AL CIVICO 7

1936, quattordicesimo anno dell’èra fascista. Dopo la recente scomparsa della moglie Betti, il commissario Augusto Maria Bendicò, condizionato dal proprio dolore, preferisce sbrigare pratiche burocratiche al sicuro della scrivania piuttosto che essere in prima linea a dialogare con sé stesso o, meglio, con quella che lui crede sia la voce della sua amata. Ma un nuovo caso lo costringe ad affrontare i fantasmi del passato. Il corpo di Eleonora Picchio, affascinante e giovane promessa canora del Cavallino Bianco, viene ritrovato senza vita sulle scale interne di un palazzo in via Dante 7. La seconda morte in circostanze poco chiare nell’arco di quindici giorni. Poco tempo prima, infatti, dopo il coinvolgimento di Tullio Carbone nello scandalo del fallimento dell’agenzia di investimenti, si era consumato un dramma nel dramma: la sorella Matilde era caduta dalla finestra di casa nel bel mezzo della notte. Ma si era trattato veramente di un incidente? C’è una relazione tra le due donne? In questura sembrano tutti concordi ad archiviare entrambi i casi come fatalità, anche in vista della prossima dichiarazione del duce sulla nascita dell’impero. Ma il commissario è deciso ad andare fino in fondo nell’inchiesta grazie anche al sostegno del dottor Silvera. Alessandria è in fermento. La guerra in Etiopia è al termine e la vittoria dell’Italia è cosa fatta. Ma la verità deve venire a galla, a costo di rovinare una festa che il popolo crede di meritare...

16 luglio 2020

ADRIANO SOFRI REAGÌ MAURO ROSTAGNO SORRIDENDO

«Mamma mia che situazione in questa provincia di Trapani!... Logge massoniche coperte, intreccio tra politica, affari, mafia, massoneria, tangenti, gente che si fa ricca della povertà altrui… Insomma, ci sarebbe da stare seri se non avessimo voglia, ogni tanto, anche di ridere…» (nella sua tv, aprile 1988). Mauro Rostagno fu ammazzato il 26 settembre del 1988. Era nato il 6 marzo 1942, era passato da tante vite, chissà quante ne avrebbe avute ancora. Di tutti quelli che ho conosciuto, era il più pronto a prendersele tutte, le vite che abbiamo in offerta. A Trapani c’è ancora qualche scritta slavata che dichiara che MAURO È VIVO! Serve ai vivi per consolarsi, ma i morti ne sono inceppati, è come se non li si lasci sentire pienamente morti, con quel punto esclamativo che inchioda il lembo del mantello al mondo di qua. I morti ammazzati per ragioni di giustizia o di dignità personale non vogliono essere vivi, ne hanno avuto abbastanza. Rivendicano di poter guardare le cose da un aldilà, e di venire di qua per qualche sopralluogo senza preavviso. Tanto più che ad appesantire loro le ali provvedono già i processi insabbiati o dirottati, che li tengono in una perenne attesa di convocazione, un purgatorio terrestre.
Mauro è stato tenuto in ostaggio per oltre venticinque anni in quella terra di nessuno, e finalmente se n’è svincolato. C’è voluto un processo durato tre anni, testimonianze e prove finalmente raccolte, il colpo di scena di un esame del DNA dal risultato imprevedibile, per dire quello che tutti sapevano: che non era stato un delitto fra amici, né un affare di corna o una vendetta di «drogati», ma un omicidio di mafia. Mauro aveva detto di aver scelto la Sicilia, e che qui avrebbe voluto vedere ingrigirsi la propria barba e nascere i propri nipotini. Io assisto alle udienze e sono tutto grigio, e anche l’assassino presunto di Mauro nella sua gabbia in tribunale è mezzo calvo e mezzo grigio, e invece a Mauro è restata una barba scura e il sorriso affettuoso e ironico di chi sa come potrebbe essere questa terra, se non ci si accanisse a rovinarla.   A. S.

EDOARDO FASSIO È TUTTO FINITO ADESSO BABY BLUE

Un romanzo grottesco e agrodolce, che si muove al ritmo della soul music, popolato di avventurieri marginali, di mezze calzette, di questurini megalomani, di aziende dalla doppia contabilità, di donne fatali, di bevitori, di musicisti sballati e di geni contorti. Tra i personaggi inventati si aggirano Mick Jagger, Dave Godin, Adriano Panatta, Bjorn Borg e la cantante texana Barbara Lynn.La storia, che attraversa tre decenni e tre ambientazioni geografiche, esordisce in era thatcheriana in un'immaginaria cittadina del Nord dell'Inghilterra, alla periferia di Manchester, insegue in Texas l'elusivo sogno americano e culmina in una Torino operaia, apparentemente anonima, impalpabile e immutabile. Impregnata di blues, di odore di officina, di anni di piombo e speranze disattese, E tutto finito adesso, Baby Blue è un racconto amaro, un motivo per soffermarsi e guardare dentro alla faccia nascosta delle cose, oltre il paravento di tutte le storie che stanno dietro a una qualsiasi Baby Blue.

11 luglio 2020

LINA AGOSTINI DIARIO SCANDALOSO DI UNA VECCHIA

Il diario di una vita divisa in quattro lati, come un quadrato perfetto. Ogni lato influenza gli altri, con cesure inevitabili. Lina, arrivata all’ultimo quarto, racconta i suoi anni con irresistibile ironia: è impicciona, libera, disobbediente anche agli acciacchi della vecchiaia. Il rapporto complicato con la figlia, l’amore per i nipoti che vuole far crescere liberi, la passione per il giornalismo, le nuove tecnologie sempre più complicate, i disastri, le dimenticanze. Sullo sfondo c’è il passato: il matrimonio a 17 anni, un libro scandalo censurato, gli incontri eccellenti – dal Barone Rosso al ballerino tartaro – e i viaggi: Parigi, l’Egitto, Israele, gli Stati Uniti, i casinò di Las Vegas. Gli amori reali e quelli soltanto sfiorati.

MAURO GAROFALO BALLATA PER LE NOSTRE ANIME

Questa è la storia di Simone Pianetti, uomo tranquillo, padre di otto figli, onesto lavoratore, che un giorno imbracciò il fucile e uccise cinque uomini e due donne.

Di lui raccontano che nessun camoscio potesse sfuggire al suo grilletto, e che i suoi occhi grigi fossero scintille capaci d’ogni sortilegio. Raccontano che fosse un visionario, uno spirito dei tempi di là da venire; ma anche che fosse cocciuto, che per un niente si incendiasse. Spinti dall’invidia, raccontano che la sua famiglia avesse stretto un patto con il diavolo per garantirsi il successo negli affari; spinti dal romanticismo, che emigrò in America, e che a Pittsburgh lasciò una ragazza dai capelli rossi e con lei la possibilità di un altro futuro. Di Simone Pianetti raccontano molte cose, ma una è certa: la mattina del 13 luglio 1914, dopo aver dato un bacio alla figlia più piccola, prese il fucile da caccia e ammazzò a sangue freddo sette persone, tra cui il medico, il giudice e il parroco del paese, responsabili di una congiura che aveva portato al fallimento della sua locanda e di un mulino che aveva preso in gestione.

Dopo gli omicidi, venne il tempo della leggenda: in trecento, tra soldati e carabinieri, cercarono Pianetti tra i monti; nessuno sa quanti lo aiutarono a nascondersi. Per la legge italiana, Simone Pianetti è ancora oggi un ricercato; nell’immaginario collettivo, è diventato una sorta di storia del terrore per i potenti. “Ci vorrebbe il Pianetti” dicono nel Bergamasco quando c’è un torto che non si ha la forza di riparare.

PAOLO ROVERSI ALLA VECCHIA MANIERA

 Sono gli ultimi giorni dell’Expo, e Milano galleggia in un inedito silenzio quando in pieno centro viene ritrovato il cadavere di un avvoca...